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L’IMPOSTAZIONE INIZIALE DELLA REGIONE SEMBRAVA CONDIVISIBILE: definire dieci
pianificazioni territoriali di Area Vasta, perché diventassero elemento di
codecisione e di partecipazione dal basso nella programmazione regionale e
nell’uso di parte rilevante delle risorse europee relative al settennio
2007-2013. Ciò che rendeva ancora più giusta l’indicazione della Giunta
Vendola era la previsione che i fondi necessari per attuare le
pianificazioni strategiche territoriali sarebbero stati assegnati alle
singole “Aree Vaste” sulla base del “progetto generale” e della “visione” di
ognuna, la quale avrebbe provveduto a utilizzarli in maniera unitaria e
coordinata.
[CONTINUA]

Mariateresa Di Lascia
una “strega” radicale
alla conquista
del Premio Strega
A cura di
Alessandro Galano
«SE SONO
UNA STREGA, VINCERÒ LO STREGA». Ancora siamo solo alla cinquina del premio,
ma la napoletana Mariateresa Di Lascia. combattiva militante radicale, morta
lo scorso anno a quarant’anni, è prima con 58 punti.
È l’incipit dell’articolo uscito, il 16 giugno 1995, su “Repubblica”:
la frase tra virgolette è della Di Lascia e, nel “Dossier” di questo numero
di Sudest si capirà a cosa si riferisce. Quella cronaca, di 14 anni,
inciampando nel solito errore sulla città di nascita che si riserva agli
outsider, prosegue con la descrizione di una raggiante Inge Feltrinelli
che, alla vigilia, disperava di spuntarla data la concorrenza del già
colosso Mondadori. Coi soldi del premio e delle vendite del libro, la Di
Lascia e il marito Sergio D’Elia ipotizzavano di finanziare l’associazione
“Nessuno Tocchi Caino”. Quando, due anni fa, passò all’ONU la moratoria
sulla pena capitale, un manifesto uscì in tutta Italia celebrando
quell’evento di civiltà: una foto in bianco e nero di una ragazza con le
cuffie per ascoltare le traduzioni simultanee, una scritta rossa con il nome
e cognome di una donna, protagonista di una grande avventura pubblica.
Articoli di
Alessandro Galano, Michele Trecca, Antonella Soldo, Sergio D’Elia,
Mariateresa Di Lascia, Matteo Borgia, Elena Loewenthal |