il numero 33 di ottobre 2009

 

 

                 

                       

NON SI PUÒ NON RICONOSCERE che le primarie per l’elezione dei segretari nazionale e regionale del Pd siano state un fatto di grandissimo rilievo democratico. Anzi, ad essere più precisi, non si può disconoscere che lo sia stata la partecipazione popolare al voto. Mobilitare tre milioni di cittadini per scegliere il segretario di una forza politica, da qualunque punto si guardi alla vicenda, non può che essere considerata una straordinaria iniezione di fiducia per la politica e per le sorti del Paese.

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Ruolo pubblico,
grande industria
e sviluppo meridionale


RIFLETTERE, DA SUD, DI UN POSSIBILE, RINNOVATO RUOLO delle imprese pubbliche nello sviluppo del Mezzogiorno e della Puglia in particolare allarga orizzonti di analisi ricchi di consapevolezza e “cultura” che, tuttavia, non paiono contaminare la “vulgata” di un Sud che ne fa solo una questione di soldi. L’argomento è stato promosso, sulle pagine del numero di Sudest di luglio-agosto scorsi, da Federico Pirro. «Aziende a vario titolo controllate dallo Stato andrebbero a potenziare in logiche di mercato la loro funzione già ora trainante, o gli altri settori in cui potrebbero iniziare a svolgerla, rispondendo però ad esigenze di competitività dell’intero sistema produttivo nazionale», scriveva Pirro quando Banca del Sud e “partiti del Sud” erano ancora alla cova sotto gli ombrelloni.

Articoli di Federico Pirro, Giulio Colecchia, Gianni di Bari,
Franco Antonucci, Giovanni Dello Iacovo